Chi Siamo

Il Centro di Ricerca e formazione per la Salute unica e l’Alimentazione (CERSAL) trae le proprie origini dal Centro Studi per la Ricerca biostatistica ed epidemiologica in Sicurezza Alimentare che ha operato ad Orvieto dal 2005 al 2011 organizzando numerosi corsi, convegni e seminari a livello regionale, nazionale ed internazionale e ricevendo il riconoscimento dall’Organizzazione Mondiale della Salute come centro di eccellenza regionale e centro di collaborazione. Forte di questa importante storia, il CERSAL ha ripreso vita nel 2015 grazie alla nuova convenzione fra la Regione Umbria, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, l’Università degli Studi di Perugia, l’Azienda USL Umbria 2, il Comune di Orvieto e la Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto”. La nuova convenzione definisce la “Salute Unica” (One Health), la “Salute Globale” (Global Health) e la Promozione della Salute (Health Promotion) quali paradigmi alla base delle attività promosse dal CERSAL, secondo le modalità di ricerca e formazione più innovative e scientificamente accreditate. La missione del CERSAL è diffondere e migliorare la conoscenza sui determinanti di salute, sulla riduzione delle disuguaglianze e sulla protezione contro minacce globali alla salute, nonché promuovere la cultura della sicurezza alimentare e della sana alimentazione secondo azioni intersettoriali.

La Regione Umbria nel Piano Regionale per la Prevenzione 2014-2018 ha promosso l’attivazione di azioni
intersettoriali e l’avvio di un’area di studio e ricerca rispetto alla Salute Globale quale pratica che ha come priorità il miglioramento di tutto il mondo della salute, la riduzione delle disparità e la protezione contro le minacce globali che ignorano i confini nazionali. La Regione promuove le attività del CERSAL al fine di diffondere una visione globale della salute.

Le proposte formative e di ricerca riguardano, pertanto, il dibattito scientifico più attuale intorno alle “diseguaglianze in Salute” ed ai “determinanti di Salute”, alla “medicina delle migrazioni” ed alle sue implicazioni, alle “malattie neglette” ed alla “emergenza / riemergenza di nuove / vecchie malattie”, alle zoonosi, ai cambiamenti climatici, alla “salute ambientale”, agli effetti dell’antropizzazione sulla salute e sugli ecosistemi, considerando anche i contatti con gli animali selvatici, alla salute alimentare, alla “sovranità alimentare” ed agli effetti della globalizzazione e del commercio mondiale.